Chi ci aspetterà dall'altra parte della vita?

Questa è una domanda che spesso ci poniamo e che per moltissime persone rappresenta un grande mistero, soprattutto quando non si conoscono quelle nozioni che si possono acquisire attraverso lo studio della Dottrina degli Spiriti.
Dobbiamo iniziare col dire che, dopo la morte, lo spirito si distacca gradualmente dal proprio involucro materiale; non vola via come un uccello che è stato liberato. I due piani, quello fisico e quello fluidico, si toccano confondendosi. In questo modo lo Spirito si libera poco a poco dai propri legami, poiché questi non si spezzano.
Disincarnarsi significa cambiare dimensione, come chi va a vivere in un’altra città, senza causare turbamenti a coloro che, grazie alla loro retta coscienza, hanno vissuto sulla Terra praticando il bene, nelle sue diverse forme e nell’ambito delle più svariate credenze. Tuttavia, la morte non concede stati miracolosi alla nostra coscienza: continuiamo a conservare le sensazioni, i sentimenti, gli amori, le imperfezioni, le dipendenze, i rancori, gli odi, ecc., così come le virtù che siamo riusciti a conquistare in questa esperienza.
Ecco perché, se la loro esistenza terrena è stata all’insegna del lavoro e dell’amore, il passaggio dalla terra alla sfera spirituale sarà sempre dolce e armonioso.
In tali condizioni, potrà ritrovare immediatamente quegli spiriti che sono stati oggetto del suo affetto nel mondo, a condizione che si trovino al suo stesso livello evolutivo. È così che potrà sentire e ritrovare immediatamente la compagnia degli esseri che ama e che li hanno preceduti nell’Aldilà. Spesso essi accorrono ad accoglierlo al suo ritorno nella Patria Spirituale e lo aiutano a liberarsi dai legami della materia.
È così che una gioia profonda e una felicità duratura si impadroniscono di quei cuori amichevoli e affettuosi, dopo le amarezze della separazione e della lunga assenza, ritrovando immediatamente anche coloro che aveva conosciuto sulla Terra e che erano morti prima di lui. Inoltre, ritrova molti di coloro che aveva perso di vista durante la sua ultima esperienza di vita.
Uno degli incontri più significativi che avremo sarà quello con la nostra Guida Spirituale, che, come ben sappiamo, appartiene a un ordine superiore, che è con noi dalla nascita alla morte e che spesso ci segue anche dopo di essa nella vita spirituale, e persino nel corso di molte esistenze corporee, poiché tali esistenze non sono altro che fasi molto brevi rispetto alla vita dello Spirito. Egli ha assunto l’impegno nel Mondo Maggiore, proprio come i nostri genitori, di proteggerci e sostenerci, di guidarci sulla via del bene, attraverso l’intuizione e l’ispirazione che, nel corso della nostra esperienza, ha scolpito in noi, nel nostro intimo. Se abbiamo fatto passi avanti, se siamo progrediti spiritualmente, anche lui, fortunatamente, avrà fatto passi avanti.
Tuttavia, al contrario, coloro che si distaccano dalla Terra, saturi di ossessioni per i beni effimeri del mondo e oscurati da ribellioni incomprensibili, non riescono a ritrovare così presto i propri cari che se ne sono andati prima di loro. Le loro percezioni, limitate all’atmosfera oscura dei loro pensieri e dei loro valori negativi, impediscono loro di godere della dolce felicità del ricongiungimento.
Nelle sfere più vicine al pianeta, gli spiriti disincarnati conservano le caratteristiche che più gradivano nelle attività dell’esistenza materiale; tenendo conto che alcuni, che vagano per il mondo con un involucro organico imposto dalle circostanze del compito che devono svolgere insieme agli incarnati, riprendono le loro condizioni precedenti alla reincarnazione, sebbene arricchite, se hanno saputo adempiere bene ai propri doveri nel piano delle sofferenze e delle difficoltà materiali.
Ecco perché spesso osserviamo Spiriti sofferenti e turbati che danno l’impressione di essere creature abbandonate e dimenticate, ma che in realtà sono gli artefici del proprio abbandono, a causa della loro ostinazione nel male, nell’intenzione criminale o nella disobbedienza alle Leggi Divine.
Nei primi tempi della sua vita spirituale, l’anima disincarnata cerca naturalmente le attività che le erano care nei circoli della vita materiale, obbedendo ai legami di affinità, proprio come accade nelle associazioni terrene. Gli Spiriti si riuniscono in gruppi in base alla loro sintonia e al loro stato evolutivo, preparandosi a una nuova fase, a una prossima esperienza terrena, lasciandosi guidare opportunamente dai Fratelli superiori designati per questo tipo di compito, nel quale vengono pianificate quelle azioni e quelle prove che ci sono necessarie per il nostro miglioramento. La Pianificazione delle Reincarnazioni è direttamente collegata alle attività di Illuminazione.
Naturalmente si tiene conto del gruppo costituito dalla famiglia spirituale, poiché ci riuniremo nuovamente, anche se, logicamente, i nostri ruoli all’interno del programma cambieranno, dato che i legislatori influenzeranno il proprio futuro impegnandosi in compiti che favoriranno lo sviluppo intellettuale e morale, essendo perfettamente in grado di aiutare e consigliare gli Spiriti inferiori a loro, influenzando le condizioni di vita delle generazioni presenti e future.
Articolo scritto da Juan Miguel Fernández Muñoz