L'irresponsabilità e i suoi frutti

La responsabilità per ciò che diciamo e facciamo è una conseguenza diretta del libero arbitrio, quella libertà di scelta che Dio ci ha concesso e che si amplia man mano che evolviamo. Alla luce di ciò, l'irresponsabilità non potrebbe diffondersi nel nostro ambiente. Giornalisti, editori, medium - più di chiunque altro - dovrebbero sempre tenere presente questo fatto, in base all'impatto che il loro lavoro può avere sulla società.
«Attualmente stiamo vivendo momenti difficili nel movimento spiritista, ma i responsabili di ciò siamo noi stessi».
Abbiamo confuso il significato della parola tolleranza. La tolleranza, senza dubbio, è un nostro dovere nei confronti di tutte le persone, ma mai nei confronti degli errori da loro commessi. Segnalare l'inganno, l'errore, l'equivoco è un bene che facciamo a chi sbaglia, poiché, avvertito dei propri errori, potrà raggiungere un nuovo stato di comprensione. Ovviamente, nel farlo non dobbiamo esporre nessuno al ridicolo o alla derisione, perché ciò viola il principio della carità, che è un bene prezioso che noi spiritisti non possiamo ignorare.
Il nostro secondo errore è l'irresponsabilità che ha portato molte persone, non solo i medium, a disprezzare i fondamenti su cui è stata codificata la Dottrina Spiritista. Sembra quasi che abbiamo dimenticato la lezione che Emmanuel impartì a Chico Xavier all'inizio del suo lavoro, tanto ammirato dagli spiritisti brasiliani. Era necessario, disse al caro mentore, confrontare gli scritti medianici con l'opera di Kardec e gli insegnamenti di Gesù. In caso di discordanza, il destino degli scritti sarebbe stato il cestino della spazzatura, anche se l'autore della comunicazione fosse stato lui stesso.
Nella principale opera rivolta ai medium e ai leader spiritisti, Kardec ha inserito due lezioni fondamentali e ancora attuali, una firmata da Erasto e l'altra da San Luigi. La prima costituisce il punto 230 di Il libro dei medium:
Nel dubbio, astienvi, dice uno dei vostri antichi proverbi. Non accettate, quindi, se non ciò che ai vostri occhi è di manifesta evidenza. Non appena viene espressa una nuova opinione, per quanto vi sembri dubbia, sottoponetela al vaglio della ragione e della logica e respingete senza timore ciò che la ragione e il buon senso disapprovano. È meglio respingere dieci verità che accettare una sola falsità, una sola teoria errata. Infatti, su quella teoria potreste costruire un sistema completo, che crollerebbe al primo soffio della verità, come un monumento costruito sulla sabbia mobile, mentre se oggi rifiutaste alcune verità perché non vi sono dimostrate in modo chiaro e logico, più tardi un fatto brutale o una dimostrazione inconfutabile ne confermeranno l'autenticità.
Ricordatevi, tuttavia, o spiritisti, che per Dio e per gli spiriti buoni esiste solo un impossibile: l'ingiustizia e l'iniquità. Lo spiritismo è già abbastanza diffuso tra gli uomini e ha già moralizzato a sufficienza i sinceri adepti della sua santa dottrina, affinché gli spiriti non siano più costretti a ricorrere a strumenti malvagi, a medium imperfetti. Se dunque ora un medium, chiunque esso sia, diventa oggetto di legittimo sospetto per il suo comportamento, per i suoi costumi, per il suo orgoglio, per la sua mancanza di amore e di carità, respingete, respingete le sue comunicazioni, perché lì ci sarà un serpente nascosto tra l'erba.
La seconda lezione può essere consultata al punto 266 dell'opera citata:
Sottoponendo tutte le comunicazioni a un esame scrupoloso, scrutando e analizzando il pensiero e le espressioni, come si usa fare quando si tratta di giudicare un'opera letteraria, rifiutando senza esitazione tutto ciò che pecca contro la logica e il buon senso, tutto ciò che smentisce il carattere dello Spirito che si suppone si stia manifestando, si scoraggiano gli Spiriti bugiardi, che finiscono per ritirarsi, una volta convinti che non riusciranno a ingannare. Ripetiamo: questo mezzo è unico, ma è infallibile, perché non c'è comunicazione cattiva che resista a una critica rigorosa. Gli spiriti buoni non si offendono mai per questo, poiché essi stessi lo consigliano e perché non hanno nulla da temere dall'esame. Solo quelli cattivi si formalizzano e cercano di evitarlo, perché tutti hanno da perdere. Solo con questo dimostrano ciò che sono. Ecco il consiglio che ci ha dato San Luigi a questo proposito:
Qualunque sia la legittima fiducia che vi ispirano gli Spiriti che presiedono i vostri lavori, c'è una raccomandazione che non sarà mai troppo ripetere e che dovreste tenere sempre presente nella vostra memoria quando vi dedicate ai vostri studi: è quella di riflettere e meditare, è quella di sottoporre al vaglio della ragione più severa tutte le comunicazioni che ricevete; di non mancare di chiedere le spiegazioni necessarie per formare un'opinione sicura, non appena un punto vi sembri sospetto, dubbio o oscuro.
Herculano Pires, che secondo Emmanuel e Chico Xavier era colui che meglio comprendeva l'opera di Kardec, non ha mai smesso di segnalare gli errori, indipendentemente da chi li commettesse, perché prima di tutto dobbiamo preservare la Dottrina e non permettere che ci usino per denigrarla.