Martha Gallego Thomaz

L’eredità di Martha Gallego Thomaz nello spiritismo è innegabile e la sua opera è intrecciata alla storia della Federazione Spiritista dello Stato di San Paolo (FEESP). Il bene che fece a coloro che all’epoca iniziavano nella dottrina e si sentivano insicuri riguardo alla propria medianità è attestato dalle innumerevoli testimonianze di chi ancora oggi le è grato per la sua dedizione e la sua capacità didattica. Molti ricordano la sua gioia, la sua musicalità, la collaborazione con lo spirito Noel Rosa (1910–1937), così come l’amicizia e il lavoro accanto a Edgard Armond (1894–1982). La sua ricerca di conoscenza e la facilità con cui organizzava gruppi di lavoro e scopriva nuovi collaboratori per la dottrina fecero di lei una delle pioniere del movimento spiritista di San Paolo. Nata a Rio de Janeiro il 24 marzo 1915, autrice di due libri dettati e tre psicografati, tra cui L’Istituto di Confraternizzazione Universale e le Fraternità dello spazio (FEESP), Martha conosceva la sofferenza che la medianità può comportare quando si ignorano i principi fondamentali della dottrina. Fin dall’età di tre anni iniziò a vedere gli spiriti, in un’esperienza difficile e poco compresa dalla sua famiglia cattolica. Assisteva alle torture subite dal padre da parte di uno spirito infelice, che minacciava anche lei. Questa situazione cambiò solo quando compì dodici anni, quando una zia di Rio de Janeiro la invitò a raggiungerla per effettuare insieme un trattamento a distanza per il padre, già ricoverato in un ospedale psichiatrico. A casa della zia incontrarono una veggente dotata di grandi capacità, che disse a Martha di non avere paura, poiché la paura attirava lo spirito che la tormentava. Le consigliò di concentrarsi fermamente su Gesù, e non lo avrebbe più visto. Martha imparò a concentrarsi in questo modo, pur mantenendo una forte chiaroveggenza: vedeva cose sia buone sia cattive.
Così continuò fino a quando, intorno ai trent’anni, iniziò per lei un nuovo periodo di tormento, con attacchi da parte degli spiriti che la portarono persino ad ammalarsi fisicamente. Su consiglio di amici, iniziò a frequentare l’umbanda, dove rimase per tre anni, finché non fu indirizzata a cercare un centro spiritista dove potesse studiare ed educare la propria medianità. Si trasferì quindi ad Atibaia, nello Stato di San Paolo, e cominciò a frequentare il centro di Dona Eletra, dove ebbe il primo contatto con lo spirito Noel Rosa. Insieme realizzavano sedute di effetti fisici, venendo sempre richiamati dagli spiriti alla necessità dello studio. Questo portò Martha, nel 1956, a frequentare la Federazione Spiritista nella capitale, dove poté approfondire le proprie conoscenze e prepararsi meglio al compito. Lì Armond la sottopose a una prova, chiedendole di dire cosa vi fosse in una busta sigillata, cosa che lei indovinò correttamente. Pur riconoscendo la qualità della sua medianità, Armond le disse che non era ancora pronta per entrare a far parte del consiglio dei medium dell’istituzione. Martha sostenne che loro potevano essere migliori perché avevano già studiato, mentre lei no, e iniziò quindi a frequentare la Scuola degli Apprendisti e dei Medium, entrando, dopo tre anni, nel consiglio dei medium. Dedicò oltre cinquant’anni di lavoro alla FEESP, oltre al suo impegno nell’Alleanza Spiritista Evangelica e nel Gruppo Noel, da lei fondato nel 1977 a Vila Mariana. Dal 1956 al 1967 lavorò con Edgard Armond, aiutandolo a identificare, attraverso la chiaroveggenza, gruppi di spiriti che si manifestavano e che erano legati a lavori di aiuto agli incarnati, poiché egli svolgeva diversi studi e ricerche in merito.
Eliana Franco, relatrice della FEESP, racconta di essere stata invitata da Martha a partecipare all’assistenza spirituale rivolta ai bambini e di essere rimasta colpita dal modo in cui guidava i medium, evitando l’orgoglio per le capacità medianiche e per il lavoro svolto. «Lei identificava sempre gli spiriti comunicanti, e le volte in cui non commentava era perché era presente uno spirito come Meimei o Anália Franco. L’attenzione era affinché non sviluppassimo un’opinione di noi stessi più elevata di quanto dovremmo», spiega. In un’intervista alla rivista Planeta, Martha dichiarò che grazie alla medianità aveva acquisito una vasta conoscenza: «Ho frequentato solo la scuola primaria. Una volta abbiamo assistito un uomo i cui astrociti erano indeboliti — qualcosa che non appare nella tomografia. Ho consultato i miei amici medici, e loro me lo hanno spiegato. Gli astrociti nutrono i neuroni; quando sono indeboliti, si indebolisce anche il cervello. È stato il lavoro medianico a darmi questa conoscenza». Morì il 3 settembre 2014 a San Paolo, all’età di 99 anni, lasciando un’eredità di gioia e responsabilità che ha segnato tutti coloro che hanno lavorato con lei, in particolare nelle pratiche di “vibrazioni” che istituì e guidò per molti anni, riunendo cuori uniti nella ricerca della pace e nel desiderio di un mondo migliore.